Finalntasy’s Weblog


Datagate, Cina batte Usa 3-0. In Asia gli Usa faticano a trovare complicità
June 30, 2013, 11:41 am
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E dimostra che nonostante tutti i recenti sforzi, soprattutto attraverso il riconoscimento del ruolo della Cina, di riconquistare spazi e credibilità in Asia, o quantomeno in Estremo Oriente, gli Usa fatichino a suscitare, e ottenere, simpatia e solidarietà e, ancor meno, complicità.Proviamo a comparare questa vicenda ‒ per quanto possible, vista la profonda diversità dei personaggi e delle accuse ‒ non tanto a quella di che non ha coinvolto potenze asiatiche) quanto a quella che qualche anno fa coinvolse il leggendario, quanto controverso, campione di scacchi Bobby Fisher, oramai scomparso.

Tutti sanno oramai tutto ‒ o quasi tutto ‒ di Snowden (anche perché riguarda aspetti e diritti che riguardano tutti noi frequentatori della rete e dei social network) ma pochi ricordano che nel maggio 2005, rientrando da una trasferta nelle Fillippine (dove aveva fondato una radio pirata anti-Usa, dalla quale lanciava insulti irripetibili contro gli Usa e inneggiava a Osama Bin Laden e alla guerra santa contro il sionismo), Bobby Fisher, il campione dei campioni, l’uomo che battendo Boris Spasskij in Islanda nel 1972 aveva inorgoglito milioni di americani, venne arrestato al suo arrivo a Tokyo dove da anni viveva in modo molto riservato.

Che invece lo incriminarono per una lunga lista di reati per i quali, se condannato, avrebbe rischiato da un minimo di 10 anni all’ergastoloNonostante il Giappone fosse formalmemte intenzionato a concedere l’estradizione, e avesse trattenuto in detenzione oltre ogni possible e ragionevole termine Fisher, il governo Usa tardò a presentare la documentazione, e un paio di giorni prima che questa arrivasse, dopo un susseguirsi di eventi degno di un film poliziesco (e che vissi in diretta, essendo tra i fondatori del comitato per la liberazione di Fischer e tra quelli che lo scortò personalmente all’aereoporto) Bobby Fisher ottenne la cittadinanza onoraria dell’Islanda (l’allora ambasciatore islandese a Tokyo era un suo fan, l’aveva conosciuto ai tempi della storica partita di Reykjavik e aveva sposato la sua causa) e riuscì a lasciare il Giappone, lasciando con un palmo di naso gli americani e suscitando timide risatine da parte dei giapponesi, incapaci ovviamente di opporsi formalmente alla richiesta ‒ sia pur poco fondata giuridicamnete ‒ di estradizione, ma tutto sommato contenti che Fisher l’avesse sfangata.

Per aver detto no agli Usa senza violare alcuna regola internazionale e per aver, dopo aver incassato il fall-out positivo come vittima dello spionaggio di stato Usa, ridicolizzato la sua amministrazione, irrimediabilmente colpita nella sua credibilità da Snowden con le sue rivelazioni.Non solo, ma grazie all’ambiguo status di Hong Kong (un paese, due sistemi: ma lo slogan vale solo per quanto riguarda il segreto bancario& dubitiamo che i servizi siano autonomi e rispondano a capi diversi) la Cina è riuscita ad ottenere da Snowden ‒ per sé e presumibilmente mettendole a disposizione delle altre vittime, Russia compresa  tutte le informazioni, e i relativi supporti digitali, senza bisogno poi di restituire la giovane talpa agli Stati Uniti, reciprocando il favore ottenuto a suo tempo, a Pechino, nel caso Wang Lijung.

 Fonte:  ilfattoquotidiano.it /2013/06/27/datagate-cina-batte-usa-3-0-in-asia-usa-faticano-a-trovare-complicit a/637867/

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