Finalntasy’s Weblog


New York, addio ai mitici bottoni del Metropolitan
June 30, 2013, 11:52 am
Filed under: Uncategorized | Tags: , , ,

In sedici colori differenti, con sopra stampata una «M» stilizzata su un disegno di Leonardo del XVI secolo, 42 anni fa i bottoni metallici vennero preferiti ai biglietti di carta per accompagnare la scelta del Met di chiedere non più un prezzo fisso d’entrata ma un’offerta ai visitatori.

A conti fatti Campbell non è più in grado di sostenere la scelta del 1971 e per indorare la pillola a newyorchesi e turisti affianca l’annuncio alla decisione che, sempre da lunedì, il Met resterà aperto 7 giorni su 7.

La nostalgia degli abitanti della Grande Mela si è riversata in tempo reale su twitter con Elizabeth Spiridakis, direttrice di «Bob Appetit», che ha fatto da battistrada ricordando «il grande vaso di vetro dove mia mamma metteva i bottoni del Met dopo avermici portato».

In una metropoli che si rinnova in continuazione la nostalgia per il bottone colorato del Met si spiega con il successo nell’aver fatto breccia in una popolazione dai modi assai bruschi.

 Fonte:  lastampa.it /2013/06/29/esteri/new-york-addio-ai-mit ici-bottoni-del-metropolit an-z4GYBDnvY1VYzMeVo5OJeN/pagina.html



Datagate, Cina batte Usa 3-0. In Asia gli Usa faticano a trovare complicità
June 30, 2013, 11:41 am
Filed under: Uncategorized | Tags: , , , ,

E dimostra che nonostante tutti i recenti sforzi, soprattutto attraverso il riconoscimento del ruolo della Cina, di riconquistare spazi e credibilità in Asia, o quantomeno in Estremo Oriente, gli Usa fatichino a suscitare, e ottenere, simpatia e solidarietà e, ancor meno, complicità.Proviamo a comparare questa vicenda ‒ per quanto possible, vista la profonda diversità dei personaggi e delle accuse ‒ non tanto a quella di che non ha coinvolto potenze asiatiche) quanto a quella che qualche anno fa coinvolse il leggendario, quanto controverso, campione di scacchi Bobby Fisher, oramai scomparso.

Tutti sanno oramai tutto ‒ o quasi tutto ‒ di Snowden (anche perché riguarda aspetti e diritti che riguardano tutti noi frequentatori della rete e dei social network) ma pochi ricordano che nel maggio 2005, rientrando da una trasferta nelle Fillippine (dove aveva fondato una radio pirata anti-Usa, dalla quale lanciava insulti irripetibili contro gli Usa e inneggiava a Osama Bin Laden e alla guerra santa contro il sionismo), Bobby Fisher, il campione dei campioni, l’uomo che battendo Boris Spasskij in Islanda nel 1972 aveva inorgoglito milioni di americani, venne arrestato al suo arrivo a Tokyo dove da anni viveva in modo molto riservato.

Che invece lo incriminarono per una lunga lista di reati per i quali, se condannato, avrebbe rischiato da un minimo di 10 anni all’ergastoloNonostante il Giappone fosse formalmemte intenzionato a concedere l’estradizione, e avesse trattenuto in detenzione oltre ogni possible e ragionevole termine Fisher, il governo Usa tardò a presentare la documentazione, e un paio di giorni prima che questa arrivasse, dopo un susseguirsi di eventi degno di un film poliziesco (e che vissi in diretta, essendo tra i fondatori del comitato per la liberazione di Fischer e tra quelli che lo scortò personalmente all’aereoporto) Bobby Fisher ottenne la cittadinanza onoraria dell’Islanda (l’allora ambasciatore islandese a Tokyo era un suo fan, l’aveva conosciuto ai tempi della storica partita di Reykjavik e aveva sposato la sua causa) e riuscì a lasciare il Giappone, lasciando con un palmo di naso gli americani e suscitando timide risatine da parte dei giapponesi, incapaci ovviamente di opporsi formalmente alla richiesta ‒ sia pur poco fondata giuridicamnete ‒ di estradizione, ma tutto sommato contenti che Fisher l’avesse sfangata.

Per aver detto no agli Usa senza violare alcuna regola internazionale e per aver, dopo aver incassato il fall-out positivo come vittima dello spionaggio di stato Usa, ridicolizzato la sua amministrazione, irrimediabilmente colpita nella sua credibilità da Snowden con le sue rivelazioni.Non solo, ma grazie all’ambiguo status di Hong Kong (un paese, due sistemi: ma lo slogan vale solo per quanto riguarda il segreto bancario& dubitiamo che i servizi siano autonomi e rispondano a capi diversi) la Cina è riuscita ad ottenere da Snowden ‒ per sé e presumibilmente mettendole a disposizione delle altre vittime, Russia compresa  tutte le informazioni, e i relativi supporti digitali, senza bisogno poi di restituire la giovane talpa agli Stati Uniti, reciprocando il favore ottenuto a suo tempo, a Pechino, nel caso Wang Lijung.

 Fonte:  ilfattoquotidiano.it /2013/06/27/datagate-cina-batte-usa-3-0-in-asia-usa-faticano-a-trovare-complicit a/637867/



Salvo, il film rivelazione di Cannes: 5 motivi per vederlo
June 30, 2013, 11:39 am
Filed under: Uncategorized | Tags: , ,

Per loro è la prima regia dopo il cortometraggio Rita, che ha girato con successo festival internazionali e, pur essendo una storia diversa, tanto ha in comune con Salvo (anch’esso ambientato in Sicilia e centrato su una ragazzina cieca).Distribuito in circa 40 copie (si pensi che Vacanze di Natale a Cortina di Neri Parenti fu distribuito in oltre 700 copie), ha dovuto faticare non poco per essere prodotto e ha dovuto guardare all’estero per vedere la vita.

I due produttori Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca hanno trovato in Francia la sponda giusta, sono state riunite undici diverse fonti di finanziamento e le riprese hanno potuto prendere il via nonostante l’apporto delle tradizionali fonti di stanziamento italiane fosse esiguo o mancante.E il buon esito di Salvo è una buona notizia per tutti.

Grassadonia e Piazza fanno un grande e affascinante uso dei rumori: il cane che abbaia, il rombo dei motorini, la catena che viene sfilata via, le porte di metallo che sbattono, il dondolio del mare, il fischio della nave…

“Per le ragioni e le scelte di messa in scena fatte, abbiamo scelto di non utilizzare nessuna chiosa sonora esterna, nessuna musica di commento, di sostegno, di rinforzo”.

 Fonte:  cultura.panorama.it /cinema/al-cinema/salvo-cannes-grassadonia-piazza-recensione